Se vedete, in un giorno di sole, una donna di una certa età seduta al migliore bar della piazza, con indosso un vestito nero nero, giacchettina pure nera e borsa a tracolla Coco Chanel attaccata alla sedia, non potete sbagliarvi, è lei. Se poi vi sedete al tavolo vicino e, per educazione, le rivolgete un sorriso, sicuramente inizierà a raccontarvi con la bocca tinta di rosso vermiglio, di come era bella la vita ai suoi tempi. E questa sarà la riprova che è proprio lei.
Salve, sono Sandra. Segregata su salubre scoglio scrissi saggi storici, scocciatami, scrivo strofe sbilenche scandalizzando scrittori (sbadata sbaglio spesso, sputtanandomi). Sono sorda, sento solo suoni sommessi. Se sbeffeggiata, sensibilmente soffro silenziosa. Sono sposata. Sono stressata. Salariata spesso sto seduta: studio scartoffie, sbroglio situazioni, seguo scalette, scadenze, suggerisco soluzioni.
venerdì 21 novembre 2008
La mia Signorina a colori
Se vedete, in un giorno di sole, una donna di una certa età seduta al migliore bar della piazza, con indosso un vestito nero nero, giacchettina pure nera e borsa a tracolla Coco Chanel attaccata alla sedia, non potete sbagliarvi, è lei. Se poi vi sedete al tavolo vicino e, per educazione, le rivolgete un sorriso, sicuramente inizierà a raccontarvi con la bocca tinta di rosso vermiglio, di come era bella la vita ai suoi tempi. E questa sarà la riprova che è proprio lei.
venerdì 31 ottobre 2008
Fuori romba la protesta
piombano nella stanza di chi ha negli occhi
una catena d’anni e in tasca stringe un pugno
di centesimi per il caffè alla macchinetta
dell’azienda.
Oltre al verde dell’eskimo acquistato
quando era tardi per credere nell’uomo
a tutto tondo, tanto altro memora
il megafono su di chi è chinato
sul monitor azzurrino da ore acceso.
Intanto tubano sul davanzale due piccioni.
sabato 27 settembre 2008
alba
con il padre di nonna
è un battito
chiuso
nei libri illustrati
e nella vecchia
poltrona degli avi.
lunedì 15 settembre 2008
Ecco l'autunno
Ecco l’autunno
e la nuvola nera
aumentare e aumentare
sino a annerire il minimo
barlume e tu
che giovane cadesti
nella nebbia
chiamare aiuto
e io serva inutile
ancorare il tuo male
e prenderlo con me.
domenica 14 settembre 2008
Highlander
sabato 6 settembre 2008
Venti di mare
Urlo di vento:
un mulinello d’alghe
vola sul mare.
*
Maestrale allegro
da nord ovest gorgheggia.
Ballano barche.
*
martedì 19 agosto 2008
A scuotere il cuore stanotte
A scuotere il cuore stanotte
c’è una pioggia di luci
e di suoni caraibici
e seicento kilowatt
in entrata sul mare
notturno che mugghia.
L'acqua sale sui server
provocando un blackout
sotto al carro dell’orsa.
Sulla passeggiata,
tra un ramo e l’altro
delle tamerici,
fluttuano le lucine
di alberi maestri
nella baia buia.
giovedì 14 agosto 2008
Un cestino da bici
Un cestino da bici
una canna, due ruote
è l’ottocento sfiorato
con il padre di nonna
un omone tranquillo
appena intravisto
un respiro dell’epoca
ritrovato nei libri illustrati
a matita del principio
del secolo dopo
e trattenuto nella poltrona
di crine dalla logora stoffa
che tengo in un angolo
in ricordo
dell’ alito lieve
che aleggiava
nei termini antichi
di una vecchia maestra;
estremità erano i piedi
dolenti con cui era salita
sul carro diretto alla scuola
che le era stata assegnata
in una campagna
priva di bagno, ricca di cibo.
martedì 12 agosto 2008
la pala del ventilatore
La pala del ventilatore
gira e gira
nel piano deserto
in un pomeriggio
agostano
tra i fogli in disordine
che lascio lì
a dondolarsi
lievi
come il tocco
che vorrei ricevere
ora
a rassicurarmi
con il palmo della mano
sabato 12 luglio 2008
L'estate mi succhia il midollo
e ha lasciato il letto rifatto. Mi ha salutata
alle quattro. Nel buio avrei voluto dormire.
Vorrei scrivere di virgole e punti, del giardinetto
di casa, dei letti da fare, dei figli, gli amici, i libri,
le uscite serali. Non riesco.
Con le parole è uno scontro continuo.
Del dormiveglia ho perso la riga sbocciata.
Più veglia che sonno.
La mente non sta ferma neppure a riposo.
Superati i cinquanta, l’estate mi succhia il midollo.
Mi aspettano in spiaggia alle quindici i figli,
alle diciannove in comune e subito qui
una tenda in ammollo, le donne sul web, dei versi
da leggere. La ricerca interiore è bloccata
davanti a un muretto. Pare basti saltarlo
per ricomporre quel puzzle che ha i pezzi
scomposti per non ricordare.
La terapia può aspettare.
La scrittura anche, pure se povera come la mia.
giovedì 10 luglio 2008
venerdì 4 luglio 2008
Poetesse di mare
sabato 5 luglio alle ore 21,30
presso la Terrazza della Biblioteca comunale Comune di Rio nell'Elba
Continuano le iniziative del progetto "Librarsi", organizzato dal Comune di Rio nell'Elba, Ufficio Cultura, Ufficio Relazioni con il Pubblico in collaborazione con la Biblioteca comunale.
Serata dedicata alle "Poetesse di mare", presentazione del libro di poesie di Alessandra Palombo "Il lavoro del vento", Liberodiscrivere edizioni, Genova, 2008.
Interverranno il Sindaco, Catalina Schezzini, l' autrice, Emanuela Cavallin, Cristina Barzi (in arte Gypsyliana), ideatrice e promotrice del gruppo culturale Officina Nomade, cantante e attrice e Chiara Scalabrino, illustratrice e organizzatrice di eventi, che ha curato la copertina del libro. Coordina l'iniziativa Valentina Caffieri.
Durante la serata ci sarà un momento dedicato alla lettura/recitazione di alcune poesie, scelte dalle tre principali raccolte pubblicate da Alessandra Palombo.
Nella lettura si alterneranno l'autrice e Cristina Barzi.
L'iniziativa è aperta al pubblico e si concluderà con un assaggio del dolce tipico locale.
Si ringrazia per la gentile collaborazione La bottega del pane di Rio nell'Elba di Roberto Russo.
Contatti e informazioni
Ufficio Cultura, tel. 0565 943428
E.mail- inforioelba@tiscali.it Il Comune di Rio nell'Elba
giovedì 26 giugno 2008
Quando scompari
Quando scompari
ho punture di aghi sulla pelle.
Non diventare mare aperto
non lasciarmi un gusto
di melagrana acerba sulle labbra.
Tremo.
Sulla torre hanno tolto il gallo.
Tacciono le campane.
C’è una rondine che cerca
sterpi per il nido che non ha.
Usciremo indenni dalle onde?
martedì 17 giugno 2008
Visita al paese (chiuso)
Lo scatto della serratura alle spalle e sei dentro
la corta salita del paese chiuso
rivolta verso un lindo giardino
che guarda ai blu celeste e marino
tra silenzio e pulizia.
Nella stanza del direttore
delle bandiere e una conferenza
surreale per le tinte sfavillanti
arancio elettrico e verde acceso
di due magliette che si agitano
su un filo del palazzo di fronte
davanti alle sbarre a croce
ai tuoi occhi fissi
a stormi di uccelli in volo
a una divisa grigia
a un fucile che fa la ruota all’aria
finché termina il tempo.
Scendi la corta discesa,
lasci il lindo giardino e le luci
rossoverde sopra la sala colloqui
tra silenzio e polizia.
Lo scatto della serratura alle spalle e sei fuori.
lunedì 9 giugno 2008
Bosco d'alberi
sabato 17 maggio 2008
Quiete
di bimba tra le gambe genitrici
tra le pareti incartate
in un cielo azzurro intenso.
Seppelliti i lutti
abbandonato il bastone
le pulsazioni sono lente
le carezze sincere.
Sul tavolo all’ingresso
un cappello per la pioggia
da riporre in cantina.
martedì 15 aprile 2008
Le mani che tremavano
lunedì 17 marzo 2008
sabato 15 marzo 2008
Più mi ritraggo
più allunga la sua mano
l'onda fredda
quasi a dirmi “sei sfiorita”.
Cambio posto. Che m’importa?
Anche se la primavera è tarda
e l’acqua è gelida
vivrò, come un pruno viola
su un dirupo.
sabato 8 marzo 2008
8 marzo
venerdì 15 febbraio 2008
Madonne
lunedì 11 febbraio 2008
Consuntivo
venerdì 25 gennaio 2008
giovedì 10 gennaio 2008
Si sfilaccia l'incanto d'amore
Si sfilaccia l’incanto d’amore
e ne siamo colpevoli entrambi
o forse nemmeno
e il male è nel tempo
che fiacca e ingrigisce
e costringe a sniffare il collante
un composto di affetto e memorie.
lunedì 7 gennaio 2008
Sterminio zingaro
Ritenuti
uomini inutili
indegni di vita
seviziati in silenzio
sterminati dai gas
proprio come gli ebrei
a milioni e milioni
morirono
per unirsi nel fumo
ai piccoli rom
cavie innocenti
dalle angeliche ali.
mercoledì 2 gennaio 2008
Fumoir
martedì 18 dicembre 2007
Domestica

Domestica è la dimensione del paese mio sovrano.
Risuonano sulla dura pietra i passi frettolosi,
tagliano l’acqua gelida le eliche
la sbarra del posteggio sale e scende
sotto a uccelli in volo a riscaldarsi.
Anche gli alberi dicembre ha infreddolito
eppure è meraviglia vivere confinati nel duemila
in vicinanza di persone che hanno un ché dell’ottocento.
sabato 15 dicembre 2007
Non c'è ritorno
mercoledì 12 dicembre 2007
Se scartassi
lunedì 10 dicembre 2007
La ragione di un metodo di Giacomo Cerrai

Di sicuro è ipercritico verso se stesso Giacomo Cerrai se ha pensato, anche solo per un attimo, di cestinare le poesie raccolte poi sotto il titolo “La ragione di un metodo”, edito nell’ottobre 2007 da “Imperfetta ellisse- blog di poesia e altro” per la stampa di Lulu.com. L’autore, secondo quanto afferma nella breve introduzione, infatti, le ritiene “ ormai abbastanza distanti non solo nel tempo, ma anche per diversa sensibilità, diverso accostamento alla realtà e una certa ricerca linguistica e stilistica” rispetto al suo lavoro attuale, dimenticando che questa considerazione è valida per tutti gli autori che si accingono a pubblicare una raccolta di poesie. Difficilmente lo stile e l’approccio rimangono invariati e mai sono uguali nel tempo. Se così fosse ci si troverebbe di fronte a una sterile replica, a una miniera in via d’esaurimento. Quando un libro vede la luce, l’autore è già oltre ed è già altro. Il “palese tributo alla tradizione del Novecento” che segna secondo l’autore queste poesie e che penso di aver intravisto nella scelta di alcuni termini e in qualche scorcio, non mina il respiro della raccolta che alterna quadri di intimità e di riflessione in un viaggio interiore di cui l’afflato poetico appare sin nel primo testo che risale al 1988. Qui un incontro riempie il vuoto esistenziale che caratterizzava la precedente opera di Cerrai “ Imperfetta Ellisse”: Il vuoto torna d’improvviso pieno, stanotte/ e i pesi galleggiano sereni lontani come lune.
Così, che sia alter ego o persona di carne, nel suo percorso il poeta, spesso, si rivolge al lettore in prima persona plurale e perciò condividendo come nella Ragione di un metodo da cui prende il titolo il libro.
Le prime ore, la luce
ci sorpassa,
avviandosi, prima di noi,
alla morte.
Nel tuo guscio di pelle,
così meravigliosamente contenuta,
irridi
alla mediazione del tuo corpo.
A volte un gesto fossile,
qualcosa di infantile,
ti tradisce.
Vorresti dirti subito. Mostrarti.
Solo dopo darti.
Consegnarti non vuoi senza,
anche,
farti capire.
La ragione di un metodo
sta nella via breve al desiderio:
d’amore o delle cose semplici,
o l’arte segreta del possesso.
In questo nascondino, o nell’eccesso
che segue
non intendo forse di che parli.
(Il pensiero di chi scrive è sempre,
del resto, un pò più lento,
per seguire l’attrito della penna).
Ma in quanto ci pensiamo
esisti,
esistiamo.
Cerrai condivide i suoi pensieri ( Il mondo è molto detto, molto/immaginato./Ci sediamo alla finestra/ aspettando il crepuscolo,/ credendo che tutto sia leggibile./) ma soprattutto il suo galleggiare in un vita dal senso incerto ( il niente che ci governa ) che è acqua che avvolge e ricopre l’autore :
di risacca… qualcosa molle
e s’insabbia come una foce secca.
Ritorni,
lampeggi come un breve rovescio,
nell’agosto,
ma una rena stanca ti prosciuga ancora:
restano onde, rivoli dentro,
fuori,
o non so dove,
cerchi di gocce
aloni fastidiosi…
sgravarsi dal peso, rinascere
nel punto più basso
d’ogni possibile alveo…
di colore,
come un dentro e un fuori dalla diga.
Spinto dal vento o da altre urgenze,
a volte arriva timido
al tuo piede invernale: non esclude,
né la sabbia dura, né il cane che fugge
la sua orma. Così fermo (pensi), una lastra
attraversata senza cerchi concentrici,
ripianata dal solito vento,
da un appena battito di ciglia,
come un dentro e un fuori dalla vita.
Perché non c’è pensiero da pensare,
né parole al di là:
perfino il troppo, di questo,
non ci basta.”
Scheda di lettura pubblicata su viadellebelledonne.wordpress.com in data 23.11.07




