sabato 17 maggio 2008

Quiete

C’è una quiete rosea
di bimba tra le gambe genitrici
tra le pareti incartate
in un cielo azzurro intenso.

Seppelliti i lutti
abbandonato il bastone
le pulsazioni sono lente
le carezze sincere.

Sul tavolo all’ingresso
un cappello per la pioggia
da riporre in cantina.

1 commento:

giacomo cerrai ha detto...

ciao Sandrocchia (così Fellini chiamava Sandra Milo)...mi piace il finale, un vero correlativo oggettivo.
saluti